DIO C’È E VI SALUTA TUTTI

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Autore: Jacopo Fo

Copyright© 1998 Arnoldo Mondadori Editore

Dice che non è più arrabbiato per la storia di Eva con la mela. E che non è vero che aveva chiesto ad Abramo di sgozzare Isacco. In effetti Dio non è quel tipo autoritario e irascibile che ti raccontano. Anzi dice che gli siamo simpatici e che non è colpa sua se quando parla non si capisce niente di quel che dice e poi scoppiano le guerre di religione. Lui vorrebbe un mondo idilliaco, un paradiso terrestre… ci ha provato ma proprio non ci riesce. In effetti non è completamente onnipresente e onnisciente. E c’ha pure un po’ la testa fra le nuvole. Insomma è solo un Dio, non è Superman. Se vogliamo il paradiso in terra, tocca che gli diamo una mano. Se ti va di collaborare mettiti in contato direttamente con Lui e chiedigli cosa puoi fare. Entrare in contatto con Dio è semplice. Basta sedersi comodi, rilassati, respirare profondamente e ascoltare. Immediatamente ti accorgi che Lui è lì, fuori e dentro di te. Canticchia dolcemente e irradia di luce ed energia ogni cosa. Mi ha detto di chiedervi di farlo. E vi saluta tutti.
P.S.
Dimenticavo di dirvi che Dio in realtà non ha la barba. Anzi non èì neppure maschio fino in fondo. Non dico che sia gay. È che non ha sesso, non ha neanche un corpo, non vive da nessuna parte. Egli è in ogni luogo. Perfino alla Standa. Dio è il mistero che ti fa vivere. Dio è dentro di te, tu sei dentro Dio che è dentro di te. Insomma un casino.


Dio c'è e vi saluta tutti - le mie tette

Ti sarà capitato di vivere sensazioni che non sai descrivere, perché ti mancano le parole per comunicarle agli altri. Potresti scriverci sopra un libro ma sai che non basterebbe a spiegare fino in fondo la sensazione intensa che hai sentito. Ti è successo davanti a un tramonto. Oppure guardando un corpo nudo pieno di grazia, o facendo un lavoro che ti appagava e ti assorbiva completamente, o ascoltando una musica o vivendo una disgrazia. Ascoltare l’indescrivibile dentro di te, guardandolo, rinunciando a identificarlo, accettando di viverlo. Questo è conoscere.

Dio c'è e vi saluta tutti - eva

Rifletti sulla sensazione che provi quando una persona si complimenta con te, quando vieni approvato per quello che hai fatto, quando vieni accettato per quello che sei, quando vieni lodato. Ripensa poi, da un altro punto di vista, alla sensazione che senti insorgere dentro di te davanti a un tramonto o un’aurora, davanti alla natura in generale, o quando leggi un libro, o assisti a una proiezione che ti coinvolge completamente. Rifletti su queste sensazioni e mettile in paragone con quanto hai provato quando sei stato lodato. Ti renderai conto che quest’ultimo tipo di sensazioni deriva da una “autoglorificazione”, da una “autopromozione”: sono sensazioni esteriori; le sensazioni invece di cui abbiamo Parlato prima derivano da una ”autorealizzazione”: sono sensazioni dell’anima.

Dio c'è e vi saluta tutti - città

Reagisci a volte rifiutando quel che ti viene proposto da una persona e da una situazione e facendo tutto il contrario, a volte resti affascinato e diventi un imitatore. Ma tu cosa vuoi veramente? Cosa sei veramente?

D’altra parte non ero ben sicuro che tutto questo bendidio di spiagge, conchiglie, galassie, e donne di impareggiabile bellezza fosse venuto fuori da se, casualmente, senza che da qualche parte partisse una scintilla, un suono, una risata che propagandosi in tutte le direzioni avesse creato un universo a sua immagine e somiglianza.
Microcosmo, macrocosmo, amori folli, emozioni, sensazioni strane, buone vibrazioni, combinazioni incredibili, colpi di fortuna improbabili, tutto contribuiva a far sospettare che sotto sotto la vita fosse un mistero magico.

Allo stato attuale della conoscenza umana l’esistenza di Dio è un fatto incontrovertibile, e chi non ci crede è male informato. Le prove sono sostanzialmente di due tipi: dirette e indirette. Come si è detto posso raggiungere un particolare stato di coscienza, di apertura percettiva, nel quale l’esistenza di Dio è qualcosa che si vede, si sente […]
Chi ha sperimentato questo stato di estasi non ha dubbi: esiste una forza creativa, positiva e colma di amore e che è parte di noi e noi di lei, ed è bellissima. Ma, giustamente, chi non ha sperimentato questa beatitudine può pensare che chi sperimenta il Nirvana sia semplicemente, un plurisciroccato mentale.
Passiamo quindi alla dimostrazione indiretta dell’esistenza di Dio che è oggi possibile grazie alle più recenti scoperte scientifiche. Se è vero, infatti, che nessuno è riuscito a fotografare un signore con la barba e un triangolo in testa seduto sulle nuvole, è anche vero che l’universo è spiegabile solo ipotizzando l’esistenza di una forza intelligente e immateriale, munita di un progetto positivo che dà forma e direzione a ogni cosa. Anche guardando a volo d’uccello, superficialmente, l’evoluzione dell’universo, non può sfuggirci che c’è una tendenza potente allo sviluppo, all’arricchirsi, al differenziarsi.
Un universo dominato dalla pura casualità non avrebbe avuto nessun motivo per produrre forma di vita sempre più complesse ed evolute.
Invece si è passati dagli organismi unicellulari asessuati a quelli sessuati, dalle creature acquatiche a quelle terrestri, arrivando a esseri volanti e a esseri pensanti che sono stati capaci, a loro volta, di creare un mondo di idee e una realtà virtuale che, evolvendosi, chissà dove ci porterà.
Nessuna scoperta scientifica è stata in grado di spiegare perché la realtà sia costretta a evolversi irrefrenabilmente, né si è trovata qualche spiegazione per questo fenomeno. Anzi si è scoperto che la semplice casualità e la selezione naturale non possono proprio aver provocato, da sole, questo incessante sviluppo. Prendiamo, ad esempio, l’origine della vita. Per ottenere il più semplice organismo vivente unicellulare è necessaria la combinazione di centinaia di composti chimici che poi devono unirsi tra loro in un modo, e in uno soltanto, per diventare una cellula. L’idea che ciò sia avvenuto per una serie di casi fortuiti, è stata scartata da molti scienziati per due motivi.
Per tentare tutti i legami possibili, e giungere così anche a quelli necessari alla costituzione della prima cellula vivente, sarebbe stato necessario un numero di tentativi assolutamente spaventoso, per realizzarli sarebbe stato indispensabile mischiare tutta la materia dell’universo.
E questo non è successo.
La stragrande maggioranza della materia di cui è composto l’universo è costituita da soli in fiamme e buchi neri, cioè posti dove neanche il più tosto degli aminoacidi poteva sintetizzarsi. La nascita della vita è avvenuta in uno spazio ristretto dove si è combinata casualmente solo una manciata di materia.
Se poi calcoliamo tutte le combinazioni possibili, anche solo in una piccola porzione di universo, ci accorgiamo che, anche ipotizzando una velocità supersonica nei tentativi, ci sarebbero voluti centinaia di miliardi di anni per esaurire tutte le possibilità possibili, mentre invece sappiamo che tra il Big Bang e la prima creatura unicellulare sono trascorsi meno di 10,5 miliardi di anni e che durante buona parte di tutto questo tempo, l’universo era una palla incandescente, nella quale nessun legame chimico complesso era possibile.
In realtà, le condizioni favorevoli alla formazione della vita, si sono verificate sulla terra solo 3,8 miliardi di anni fa. Cioè, sono bastati 300 milioni di anni appena per creare la vita. Può sembrare un tempo lunghissimo ma a conti fatti, si tratta di un tempo troppo breve per ipotizzare una totale casualità di tutto il processo. Proprio per questo, alcuni scienziati hanno elaborato l’idea che il progetto della vita fosse insito nella natura stessa delle particelle sub-atomiche.
Cioè, la vita si è manifestata così rapidamente e grazie a un numero di tentativi relativamente piccolo, perché la natura stessa della materia tendeva a strutturarsi spontaneamente in forme viventi. È come se le particelle sub-atomiche avessero dentro un codice genetico che le ha portate ad unirsi, secondo un preciso disegno.
Ora tutti sappiamo che, in una particella sub-atomica, non c’è nient’ altro che pura energia, non c’è neppure una briciola di materia, figuriamoci se c’è un codice tanto preciso da portare a un’evoluzione complessa, come la combinazione di sostanze che è una cellula vivente.
Ecco allora che arriviamo a ipotizzare che l’energia primaria che costituisce le particelle sub-atomiche, sia di per se qualcosa di “intelligente” cioè contenga il processo della vita.
È esattamente l’idea di Dio elaborata dai cinesi: il tao. L’energia creatrice, la forza modulare, che modella l’universo a sua immagine e somiglianza, ed è la stessa idea che troviamo nel nucleo fondamentale di molte religioni.
Quest’idea diventa più forte se consideriamo i tempi e i modi dell’evoluzione della vita, dai primi organismi unicellulari, alle complesse creature che hanno popolato la terra. L’idea di Darwin era che l’evoluzione fosse causata dalla semplice evoluzione naturale. Cioè, le diversità casuali tra elementi della stessa specie fanno si che alcuni abbiano più probabilità di sopravvivere e generare.
Così i meglio adattati hanno il sopravvento, mentre gli altri si estinguono. Ora, questa teoria “classica” non convince più molti ricercatori. Anche qui c’è una questione di tempo. Le modificazioni dovute a deformazioni, errori del codice genetico, che si rivelano vincenti nella competizione per la vita, sono sempre minuscole.
Nessun errore genetico porta un cavallo ad avere di colpo il collo di una giraffa.
Servono centinaia di generazioni, miglia di anni, perché si arrivi a un collo lungo due metri e perché tutte le fasi intermedie dello sviluppo si estinguano. Anche qui è una questione di tempo, in solo 200 milioni di anni si è passati da un topolino rachitico (il primo mammifero) a tutte le varietà di animali che partoriscono e allattano e all’estinzione di quasi tutti i passaggi intermedi di questa evoluzione.
Ma il discorso diventa incredibile se si prendono in considerazione alcune linee evolutive.
Ad esempio i volatili.
Cioè, non è che per una malformazione genetica, un topo nasce all’istante con le ali e scopre che è più comodo fare il pipistrello. Il volo e la percezione del modo attraverso gli ultrasuoni sono cose complesse.
Per milioni di anni dei poveri topi ciechi hanno tentato di volare al buoi ottenendo risultati patetici. Invece di volare, precipitavano miseramente e oltretutto andavano a sbattere pure sui pietroni aguzzi che non avevano visto.
Se fosse stato una questione di convenienza immediata nella selvaggia lotta per la sopravvivenza avrebbero fatto meglio a rinunciare al volo […]
E invece no questi topi tignosi hanno continuato a tentare di volare, nonostante i pessimi risultati per milioni di anni, quasi fossero convinti che chi l’ha dura la vince.
Incapaci di rinunciare a realizzare un disegno cosmico, quasi potessero vedere nel loro inutile precipitare dagli alberi un senso storico, un vantaggio futuro per i figli dei figli dei loro pronipoti.
Anche per spiegare questo comportamento dissennato, premiato da questa inspiegabile velocità evolutiva, alcuni biologi hanno recentemente elaborato una teoria, che vede solo in parte la nuda selezione naturale come propulsore dell’evoluzione. Si vede la traccia di un processo evolutivo insito nella natura delle cose, nella rete di connessioni che ha creato la vita.
Una forza, un’intenzione che ha spinto i pesci a imparare a camminare sulla terra e i topi a volare.
Una predisposizione che ha accelerato il processo evolutivo rendendo irrinunciabili certe linee di evoluzione.
Ma se è così difficile pensarla altrimenti, dove sta scritto questo progetto? Da nessuna parte, se non nella natura stessa dell’energia pura che costituisce le particelle sub-atomiche.
La potente rete di energia che, secondo molti genera la realtà, come gli oggetti esposti al sole generano un’ombra, sarebbe quindi non solo in grado di contenere il progetto della vita in generale, ma l’essenza stessa di tutte le forme e tutte le evoluzioni dell’universo vivente e non vivente. Questa forza come un frattale si espande, dando forma a un progetto di sé rappresentandosi e sperimentandosi in tutte le forme possibili seguendo i progetti di un disegno mai pensato ma insito nella sua stessa possibilità di essere.
Ci troviamo insomma davanti a un processo di divenire, tanto complesso e immenso da sfuggire alla possibilità di essere capito ma che si presenta davanti ai nostri occhi con indiscutibile evidenza.
Una natura dell’universo che trascende la logica lineare della mente razionale che si è evoluta per affrontare questioni elementari di natura meccanica. La nostra mente cade nella vertigine se ci rendiamo conto che, l’interno di un granello di sale fotografato a livello atomico assomiglia in modo impressionante alla fotografia di una galassia. Restiamo sopraffatti scoprendo che un centimetro della costa di una penisola riproduce la struttura della forma (è il frattale) di tutta la penisola. Boccheggiamo, scoprendo che il cervello, come un ologramma, contiene in ogni sua parte tutte le informazioni contenute nel suo insieme.
Solo il nostro inconscio al quale possiamo accedere nella distrazione della meditazione, negli stati di coscienza non razionali, può percepire la complessità del tutto, perché di questo tutto è parte.
E solo guardando la cosa da questo punto di vista possiamo anche capire come poterono gli antichi intuire la vera natura delle cose, la forma degli atomi e l’essenza delle leggi naturali pur essendo sprovvisti delle più elementari conoscenze scientifiche.

Disse San Tommaso D’Aquino: “Poiché non possiamo sapere cosa sia Dio, ma solo cosa non è, non possiamo considerare com’è Dio ma solo come non è”
E ancora: “Ecco l’ultimo approdo della conoscenza umana di Dio: sapere che non conosciamo Dio.”

Perciò se mi chiedi se credo in Dio ti dirò di sì. Se mi chiedi a quale Dio credo ti risponderò che non credo a nessun Dio.

Nota: L’autore rimanda a tre fonti per gli aspetti scientifici di quanto citato:

  • Il tao della fisica di Fritjof Capra, Adelphi 1982
  • La rete della vita dello stesso autore, Rizzoli 1997
  • Dio e la scienza di Jean Guitton, Grichka e Igor Bogdanov, Bompiani 1992

Dio c'è e vi saluta tutti - party

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